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Spingarda d’Anghiari – CTS – Edizione 2018

Sebbene la Spingarda d'Anghiari non sia certo un sigaro "per le prime boccate" di un neofita, io che fumo da qualche mese l'ho voluto provare, ed è un sigaro di alta qualità tutto italiano

Spingarda d'Anghiari – CTS – Edizione 2018

La Spingarda d'Anghiari è un sigaro long filler di alta qualità prodotto dalla Compagnia Toscana Sigari.
Non è sicuramente un sigaro da neofita, sebbene io che fumo il sigaro da qualche mese non abbia resistito alla tentazione; tentazione che è stata ampiamente ripagata.

  1. La Spingarda: incipit !!!
  2. La fumata
  3. Valutazione

La Spingarda d'Anghiari

Questo è il primo articolo che pubblico su questo sito -:)

Aspetto

La Spingarda è un sigarone, e già visivamente rende bene l'idea.
Un troncoconico di 120 mm di lunghezza per 23 mm di diametro del piede, quindi un braciere non indifferente.

All'aspetto è decisamente accattivante, consistente nel ripieno, in tutti i 6 esemplari che ho comprato fino ad ora, 3 fumati, gli altri 3 in riserva.
Il colore è abbastanza scuro, le venature pronunciate, di foglie coriacee, nerborute.
Un sigaro consigliato a fumatori esperti, così è scritto sulla confezione.

Prefumata

Si tratta di una fumatona, come mi piace dire, il primo di questi Toscanacci l'ho fumato il primo gennaio di quest'anno, dopo un lauto e gustoso pranzo, dato che avevo in mente da qualche settimana di provare questo sigaro.

Parliamo di 2 ore di fumata, nientemeno, è un sigaro imponente, la fumata va gestita bene, date le dimensioni del sigaro, si fuma istintivamente ancor più lentamente di altri sigari.

Alla prima fumata della Spingarda (unico sigaro fino ad ora che mi ispira anche un aggettivo femminile, dato il suo nome), sono stato per 10 minuti abbondanti ad annusare gli aromi a crudo, come dicono quelli veri, ovvero a sigaro spento.

Anche se può sembrarti strano, da poco ho iniziato a fumare il sigaro, quindi ad alcune espressioni non ci ero abituato, anche se alcune sono davvero molto interessanti, simpatiche, e divertenti.

Il profumo a crudo della Spingarda è qualcosa che rapisce, a chi piace il Kentucky.
Un odore forte, di stallatico, di terra, mi fa tornare in mente quando da piccolo bazzicavo nelle stalle, l'odore del fieno. Poi quello delle vacche, e di tutto quanto nella stalla, ma qui la Spingarda non c'entra -:)

Del resto, un odore, un profumo se preferisci, non è raro che ti faccia tornare alla memoria un momento particolare, una situazione in cui qualcosa ti è rimasto impresso.

A prima vista la Spingarda promette decisamente bene, anche al tatto, un piacere passare le dita su questo sigaro.

La fumata della Spingarda

La Compagnia Toscana Sigari anche in questo caso ha previsto la realizzazione a mano per la Spingarda, come per tutti gli altri sigari, ad eccezione, se non erro, degli Stortignaccoli che utilizzano macchinari storici.

Un sigaro del genere del resto, al costo di 10,00€ cadauno, non può che essere realizzato con tutta l'esperienza a disposizione dell'azienda, per offrire un prodotto di qualità.

La confezione da 3 sigari è venduta dunque al prezzo di 30,00€.

La Spingarda è un grande formato troncoconico di lunghezza non indifferente, per me curiosa la presenza della sottofascia in un sigaro fatto di foglie così robuste, e tabacco Kentucky della Valtiberina, la CTS infatti ama utilizzare tabacco del territorio.

L'accensione

Data la mole del sigaro, e nella fattispecie del braciere, serve una fiamma decisamente potente, l'accensione merita le giuste attenzioni per non riscontrare problemi nella fumata.

Come in tutti i sigari di tabacco Kentucky dal ripieno particolarmente serrato, e comunque di notevoli dimensioni, il braciere dev'essere ben tostato, prima, e ben acceso poi: in modo omogeneo, questo evita potenziali problemi di tiraggio e di fumata, specialmente quando si tratta di sigari piuttosto scorbutici, che per me è un complimento nei confronti del sigaro, ed i sigari CTS un po' scorbutici lo sono.

Qualche volta si può riscontrare qualche problema di accensione, ed a questo proposito va ricordato che la CTS dichiara sul suo sito di non utilizzare additivi, bensì si impegna a cercare terreni il più adatti possibile alla coltivazione del tabacco.

Detto questo, nessuna azienda che realizza sigari dovrebbe usare additivi chimici tipo quelli per facilitare la combustione), e lasciando perdere gli aromatizzati, a tal proposito è possibile consultare il sito dell'Agenzie delle dogane e dei Monopoli – Tabacchi (link) per consultare i documenti.

Quindi, se ti capita di riaccendere, non ti arrabbiare, almeno mentre fumi (!!!).

A me è capitato di avere qualche problema di fumata con qualche sigaro CTS, anche con la Spingarda; la cosa migliore quando riscontro problemi di questo tipo è di lasciare spegnere il sigaro da solo (nel frattempo prendi fiato…), pulisco il braciere dalla cenere, soffio dentro al sigaro (come dicono quelli veri parte del procedimento di degassificazione), con il tagliasigari taglio qualche millimetro dalla parte del braciere, e riaccendo.

E fino ad ora ho sempre risolto così, qualche piccola correzione per portare a termine una fumata decisamente buona ed appagante.

L'umidità di conservazione

Aspetto da non sottovalutare per i sigari CTS, dall'alto della mia poca esperienza, è riguardo al livello di umidità relativa di conservazione di questi buoni sigari.

Dopo vari stratagemmi, complice anche il clima particolarmente asciutto che è stato dalle mie parti negli ultimi tempi, sono riuscito a tenerli con una UR mai oltre il 50-52%: questo ha migliorato notevolmente le fumate, rispetto a quella volta in cui ho faticato a fumare lo Stortignaccolo Aureo per problemi di tiraggio, per colpa penso di una UR troppo elevata.

Ricordo che, sulla confezione della Spingarda, l'UR consigliata è del 60%.

Tecnica di fumata

Complice la mia inesperienza quando ho fumato il mio primo stortignaccolo aureo, primo non l'avevo nemmeno lasciato a riposare un po' nella scatola di legno dove conservo i sigari Kentucky, secondo non sapevo nemmeno della tecnica di fumata che concerne la degassificazione; ovvero una boccata di richiamo, e poi soffiare leggermente per alimentare il braciere, come mi ha suggerito M.Grace.

Ed in effetti, al secondo stortignaccolo le cose sono andate decisamente meglio, il sigaro era più asciutto, e con la tecnica di fumata acquisita, ho fumato molto meglio rispetto al primo.

Ma torniamo alla Spingarda

La prima Spingarda che ho fumato, è stata per me una fumata ottima, senza alcun problema dall'inizio alla fine; con un certo impegno, perché si tratta di un sigaro decisamente impegnativo, ma ho passato circa 2 ore di soddisfazione, complici, come sopra, i 10 minuti abbondanti in cui sono stato ad annusare il sigaro prima di fumarlo.

Un'evoluzione potente, un crescendo fino alla fine.

Mi sembrava quasi troppo bello per essere vero, e quando qualche settimana dopo ho fumato la seconda Spingardona, fino all'ultimo terzo (tercio) del sigaro tutto è andato per il meglio; poi, tiraggio quasi impossibile.

Quindi, come sopra, riaccensione dopo relativa procedura, ed ho terminato con gusto la fumata con soddisfazione, sebbene interrotta ad un punto importante.

Alla terza Spingarda, identico problema (con soluzione) della seconda.

Proprio per problemi di combustione, Giuseppe Mitolo su Cigars Lover ha cambiato la sua valutazione da A per la Spingarda edizione del 2017 a C+ per quella del 2018, dove la scala di valutazione adottata vede C la promozione con il minimo dei voti.

La mia valutazione

Il primo sigaro su 3 è andato alla grande, negli altri 2 interruzione all'ultimo tercio per impossibilità di tiraggio troppo serrato.

Soluzione trovata, però il problema si è presentato.
Se tutti e 3 i sigari si fossero comportati come il primo che ho fumato, penso avrei dato il massimo del voto, 5 su 5.

Nella mia personalissima scala di valutazione da 0 a 5, alla Spingarda assegno 4, proprio per il fatto che 2 sigari su 3 hanno presentato il problema, comunque di semplice soluzione ma pur sempre un problema di fumata, cui sopra.

Non è certo uno di quei sigari che fumo tutti i giorni, al contrario, uno ogni tanto, quanto sento che l'occasione lo merita.

Costo a parte (tasche di ciascuno permettendo), la Spingarda, proprio per la forza che ha, per la sua imponenza non solo materiale, fisica, è un sigaro da gustare una volta ogni tanto; almeno per me.

È comunque un Signor Sigaro, di ottima (mani)fattura, di alta qualità, realizzato con tabacco molto buono.

Spingarda CTS: voto 4 su 5
Spingarda CTS: voto 4 su 5
Scala di valutazione

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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